"Ljetzan", Giazza m. 758
Un
piccolo paese di montagna, una frazione abitata durante l'inverno da poco
più di un centinaio di persone.
una piazza una chiesa, le case arrampicate l'una su l'altra in cerca di
sole.
Il torrente con una sua scrosciante cascata, il limite del bosco dal quale
spesso si affacciano caprioli e camosci.
Più su il gruppo del Carega, cime scoscese, imponenti,
montagna vera.
Sarà che Giazza è lultimo baluardo dei Cimbri
popolazione di origine germanica che si stanziò nella zona attorno all'XI
sec. introducendovi una cultura alternativa, un'economia basata sulla
produzione del carbone e calce. Sarà che nei secoli passati Giazza fu
terra di rifugio per contrabbandieri che trafficavano in questa zona confinante
prima con l'austria ora con il Trentino.
Saranno le leggende e le fiabe della zona che raccontano di grotte popolate
da esseri fantastici, da fade, anguane, orchi, di boschi dimora delle
genti beate. Sarà tutto questo che creà un atmosfera particolare, quasi
magica; o forse semplicemente che a Giazza si vive bene, si sta bene.
Brevi passeggiate nel circondario raccontano la storia di una piccola
comunità e delle sue contrade.
Diversi itinerari portano poi alle cime del Gruppo del Carega attraverso
sentieri e boschi all'interno del Parco della Lessinia dove la natura
la fa ancora da padrona.
Fiori e piante endemiche (Scarpetta di Venere...), incontri fortuiti con
animali colti nel loro ambiente naturale, scorci improvvisi verso le cime
più alte o le pianure sottostanti, un panorama, da Cima Carega, che spazia
dalle Dolomiti fino alla Laguna Veneta agli Appennini e al Monviso.
Varie attività trovano spazio tra le nostre montagne. Appassionati di
trekking, mountain-bike, ferrate, alpinismo e arrapicata sportiva possono
affrontare percorsi di ogni difficoltà, spesso lontani dalla folla, e
quando arriva la neve non mancano ciaspolatori, scialpinisti e arrampicatori
su ghiaccio.
Gli amanti di gite enogastronomiche trovano spunto tra i prodotti locali,
i ristoranti di Giazza e i rifugi del Carega
che li sapranno accogliere con una cucina semplice e tradizionale.
Come si arriva
In auto:
Autostrada A4 Milano-Venezia: da Milano uscita Verona Est direzione Vicenza,
Caldiero, Val d'illasi.
Da Venezia uscita Soave direzione Verona, Caldiero, Val d'illasi.
A piedi:
da Passo Campogrosso-Recoaro (Vicenza)
da Rifugio Battist-Recoaro (Vicenza)
da Rifugio Bertagnoli-Chiampo (Vicenza)
da Ala-Val di Ronchi (Trento)