Selva di Progno, uno dei Tredici Comuni delle Montagne dei Teutonici, attesta le sue origini
Cimbre nei numerosi toponimi sparsi in tutto il suo vasto territorio oltre che nei documenti
storici. Mentre le popolazioni tedesche cominciarono a insediarsi nella Lessinia verso la fine del
XIII secolo, i Comuni in forma di amministrazione separata ebbero inizio soltanto nel 1326, in
seguito a diploma di Cangrande.
Selva di Progno compare come comune facente parte del Vicariato sia in questo diploma sia in
altri documenti del 1616 e del 1797, anno in cui, cessato il Vicariato, fu costituito il “Distretto
della Montagna” con lo stesso territorio.
Va ricordato che la storia del Comune di Selva è legata alla nobile famiglia Verità dè Verità
che il 20 giugno 1407 comprò dalla Camera di Verona tutti i possedimenti infrascritti in Sylvae
Progni, con le sue pertinenze, con tutte le sue decime, dazi, terre arative e prative, vegri,
pascoli e boschi.
Il Comune divenne conduttore di quei fondi subaffittando i pascoli ad un’unica ditta, che a
sua volta cedeva le varie montagne a gruppi di pastori.
Nel 1870 il Comune di Selva acquisì la piena proprietà dei fondi Verità. In seguito, sul
finire del Secolo, li lottizzò e li vendette a privati cittadini.
Nonostante l’attestata origine antica del suo Comune, Selva di Progno ha uno stemma che fu
approvato in epoca relativamente recente. Infatti il decreto del capo del governo reca la data 21
agosto 1931 e dichiara: 1) Spettare al Comune di Selva di Progno, in Provincia di Verona, il
diritto di fregiarsi di uno stemma comunale che è: d’azzurro, all’albero di quercia nodrito su
terrazzo erboso, il tutto al naturale alla fascia ondata d’argento, attraversante su tutto.
Ornamenti esteriori da Comune. 2) Doversi prendere nota del presente provvedimento nel Libro
Araldico degli Enti Morali.
Gli elementi dello stemma sono molto semplici: la quercia rappresenta la Selva, la “fascia
ondata d’argento” indica il Progno, il torrente che scorre nella Val d’Illasi.
Nell’antico idioma dei XIII Comuni il capoluogo è chiamato “Brunghe”, termine che è affine al
vocabolo tedesco ‘Brunnen’, acque.
Oltre al capoluogo il Comune comprende le frazioni di Giazza (Ljetzan), Campofontana (Funtan)
e San Bortolo, che un tempo era anch’esso uno dei XIII Comuni, conosciuto pure come San Bartolomeo
Todesco. (Testo di Aulo Crisma, 30 agosto 2010)
(Traduzione in tedesco)
Die zimbrischen Wurzeln von Selva di Progno – einer der sog. Dreizehn Gemeinden des
Bergvikariats der Teutonen – zeigen sich in den Namen seiner zahlreichen, über das umfangreiche
Gemeindegebiet verstreuten Ortsteile und gehen außerdem aus historischen Aufzeichnungen
hervor.
Während sich deutsche Einwanderer gegen Ende des 13. Jahrhunderts auf den Hochebenen und in
den Tälern des „Lessinia“ genannten Berglands ansiedelten, entstanden die Gemeinden als eine Art
kleiner Freistaat mit eigenständiger Verwaltung in Folge einer von Cangrande della Scala
unterzeichneten Urkunde erst 1326.
Selva di Progno taucht als eine dem Bergvikariat zugehörige Gemeinde sowohl in dieser Urkunde
als auch in anderen Dokumenten von 1616 und 1797 auf 1797 wurde nach der Aufhebung des Vikariats auf seinem Gebiet
der sog. „ Distretto della Montagna“ (Gebirgsbezirk) errichtet. Es sei daran erinnert, dass die
Geschichte der Gemeinde Selva di Progno eng mit der Adelsfamilie Verità dè Verità verbunden ist,
die am 20. Juni 1407 von der Kammer von Verona sämtliche der Gemeinde „Sylvae Progni“ zugehörigen
Liegenschaften erwarb, inklusive aller Zehnt- und Zollrechte, Acker- und Wiesenländer,
Brachflächen, Weiden und Wälder.
Die Gemeinde übernahm daraufhin die Verwaltung dieser Ländereien und verpachtete das Weideland
an einen Betrieb, der seinerseits die einzelnen Gebirgsabschnitte an Gruppen von Hirten
unterverpachtete.
Im Jahre 1870 erwarb die Gemeinde Selva di Progno von der Verità das vollständige Eigentum an
deren Ländereien. Später dann, gegen Ende des 19. Jahrhunderts, wurde das Land in Parzellen
aufgeteilt und an Privatleute verkauft.
Trotz des erwiesenermaßen historischen Ursprungs der Gemeinde ist das Wappen von Selva di
Progno erst in der jüngeren Vergangenheit offiziell bestätigt worden.
So ist in einer Verordnung des Regierungschefs vom 21. August 1931 zu lesen:
1) Der Gemeinde Selva di
Progno in der Provinz Verona steht das Recht zu, sich mit einem Kommunalwappen zu schmücken, das
wie folgt aussieht: blau, mit einem Eichenbaum, der auf einer Grasfläche steht und auf ganzer
Breite von einem gewellten silbernen Band überlagert wird. Äußere Verzierungen gemäß der
Gemeinde.
2) Die vorliegende
Verfügung soll im Wappenbuch der Körperschaften des öffentlichen Rechts eingetragen werden.
Die Herleitung der Wappenelemente ist sehr einfach: die Eiche steht für den Wald („Selva“),
das gewellte silberne Band verweist auf den Fluss, „Progno“, der durch das Illasi-Tal fließt.
Im zimbrischen Dialekt der Dreizehn Gemeinden heißt der Hauptort „Brunghe“, ein Wort, das mit
dem deutschen Wort „Brunnen“ verwandt ist.
Neben dem Hauptort umfasst die Gemeinde folgende Ortsteile: Giazza (Lijetzan), Campofontana
(Funtan) und San Bortolo – letzterer gehörte früher selbst zu den Dreizehn Gemeinden und war auch
unter dem Namen San Bortolomeo Todesco bekannt.
(Text von Aulo Crisma, 30. August 2010)