I Trombini di San Bartolomeo


Nella montagna veronese, forse pił che altrove, si sono a lungo conservati gli usi e i costumi delle antiche popolazioni a causa delle particolari condizioni ambientali, come l'isolamento di numerosi paesi e contrade nelle zone alpestri che fruivano di una scarsa viabilitą.
L'isolamento ha contribuito alla sopravvivenza di un patrimonio culturale che va riscoperto e valorizzato.
Nelle sagre che e nelle manifestazioni dei paesi della lessinia non mancava mai lo spettacolare sparo dei "tromboni" o "trombini", che costituivano senz'altro l'apice della festa.
La struttura dei pezzi richiama agli archibugi e alle colubrine del '600 e '700. Secondo la definizione tradizionale, largamente accettata fin dalla metą del '600, il trombone era un'arma da fuoco corta con una canna cilindrica di ferro o di bronzo, o di questi due metalli insieme, che si allarga con una bocca a svavso destinanata a sparpagliare un'ampia rosa di proiettili di picoolo calibro; dotata di acciarino a pietra o a percussione, poteva essere tanto un'arma da spalla quanto una pistola, come il rozzo "tromboncino da pugno" a canna molto svasata del XVIII sec. negli Stati Uniti, o addirittura un pezzo pesante da montare si affusto o perno.
in America, in Olanda, in Francia e in Spagna, dove fu chiamtao "tromblon" come in italia trombone per la sua bocca svasata
arieggiante lo strumento musicale, pochi furono i pezzi costruiti dagli armaioli, mentre un gran numero di queste furono prodotte tra il 1720 e il 1820 in Inghilterra, dove venivano acquistate dal governo per l'esercito, la marina, il servizio postale e altri enti.
In Italia conosciuto con il nome di spazzacampagna o spazzafossi, il trombone era un'arma micidiale; ma la sua utilizzazione specifica era quella di difesa contro gruppi in uno spazio ridotto con un tiro non mirato a breve distanza.
Nel secolo scorso divenne l'arma preferita da briganti e rivoltosi, esempio il famoso Passatore e la sua masnada che dettero l'assalto al teatro di Forlimpopoli il 25 Gennaio 1851.

"Al vedermi ti spavento
se mi provi son contento
sii onesto nel cargare
se non vuoi in terra andare;
il piacere che tu mi fai
sempre in spalla e in terra mai"


Foto e testi sono tratti dal libro di Gianni Fač "I Trombini di San Bortolo" Hit edizioni